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Moloch: Il prezzo del trono
Volume III · L’Albero della Morte

Moloch

Il prezzo del trono

Fa parte della serie L’Albero della Morte — Dodici volumi — uno per ogni Sephirah avversa (Qliphoth).

Quando il potere esige sacrificio per restare in piedi, è ancora autorità o è già diventato fame?

C'è una camera vasta come un impero, con una sedia vuota, larga, dall'alto schienale — che nessuno avrebbe il coraggio di chiamare soltanto sedia. Non ci sono fiamme visibili, ma c'è calore: un calore secco di braci nascoste in qualche ventre di pietra, e un suono lontano di catene o d'ingranaggi, una macchina antica che non smette mai di macinare ciò che vi si getta dentro. Lì dimora Thaumiel, l'ombra di Kether — la Corona recisa dalla Fonte, che non si accontentò più di regnare e prese a esigere di essere nutrita. Il nome che questa fame regale assume, quando parla, è Moloch.

Nel terzo volume de L'Albero della Morte, Frater Eisenheim siede dinanzi all'unico trono che non mente sul prezzo — mente soltanto sulla sua inevitabilità. Moloch non seduce con la parola né si corona di rifiuto: esige il conto. E ogni risposta che dà è un conto che nessuno ha voluto sommare — il costo nascosto in ogni potere che confonde il proteggere col divorare, in ogni autorità che ha dimenticato di aver ricevuto per servire e ha preso a servirsi di ciò che governa. Alla fine resta un'unica domanda, fatta in piedi, mai in ginocchio: rifiutare il trono che il fuoco ha lasciato caldo, o sedervisi e diventare il prossimo a esigere il conto.

Non è un manuale. È una fornace — e ciò che illumina è quanto si è disposti a bruciare in nome del futuro.

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